lunedì 11 novembre 2019

Blue Jay . Recensione Personale del Film



Ed eccomi qua a scrivere di getto l'ennesima recensione dell' ennesimo film visto. Da ieri ad oggi ho visto ben 2 serie e 7 film. Si, non sono proprio una persona a cui piace socializzare, seppur un tempo ero la giullare di "corte" di ogni compagnia che frequentavo. Ma la vita ti cambia. Prima dovevo elemosinare le amicizie, le attenzioni e tutto il resto. Adesso, seppur "inguaribile romantica", mi accorgo che basta poco per stare bene. Una tv, un abbonamento a Netflix e una coperta. Chi mi ha definito "sociopatica" non è andato molto lontano dalle realtà delle cose. Qualche giorno fa ho visto un film e ho chiesto alla mia amica Giorgia di guardarlo per darmi un parere. Perché seppur lontane io e lei siamo la metà mela perfetta. Siamo differenti ma insieme ci completiamo. Lei stamattina ha visto il film e poi ne abbiamo parlato. Vediamo di che si stratta.

BLUE JAY

Non ho trovato nulla su wikipedia ma vi riporto quello che scrive Mymovies.it

Un uomo e una donna fanno ritorno nella cittadina d'origine, si incontrano e ricordano insieme la loro relazione del passato. Regia di Alexandre Lehmann. Un film con Mark Duplass, Clu Gulager, Sarah Paulson. Genere Drammatico - USA, 2016, durata 85 minuti.

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Per quel che mi riguarda posso dire che il film in se per se è bellissimo anche se, in equilibro tra la cesta immaginaria dei film che amo a la cesta immaginaria dei film che appartengono a quel periodo in cui, per farmi accettare frequentavo i cinema d'Essai in Romagna e discutevo con perfetti idioti sulle trame di film orrendi che trasmettevano, quei cinema con le poltrone impolverate. Gli stessi cinema che stavano in piedi con l'opera dello spirito santo.  Però questo film mi ha lasciato molto dentro. Seppur il dialogo tra i due protagonisti diventava un po' monotono e noioso, alla fine non mi è dispiaciuto. Stiamo comunque parlando di 85 minuti di dialogo tra due persone e se ci pensate il tutto diventa davvero pesante da ingoiare. L'idea del bianco e nero, quasi a rimarcare il passato dei due protagonisti, non è stata una scelta del tutto sbagliata. Ha dato quel quid che tanto amo. Lei bellissima, lui un perfetto sfigato con le camicie di flanella in perfetto stile boscaiolo da "mi faccio ancora vestire da mia madre". Quelle coppie perfette. Per tutto il film, mi sono chiesta il perché questi due, seppur davvero molto complici, alla fine si sono persi di vista. Solo il finale, per niente scontato mi ha dato le risposte che cercavo. Ciò che non traspare dalla coppia è il dolore di un trauma subito, delle parole non dette, delle azioni non fatte e di una lettera mai mandata che avrebbe cambiato forse il finale della storia. O forse no! Il famoso "sliding doors" che lascia il posto a "ciò che poteva essere". Il film a me ha fatto pensare che la minestra riscaldata non va mai bene. Ciò che si rompe, si butta. Mi ha fatto capire che gli anni passano e non ha senso stare lì a cercare di dare risposte, a domande tipo "perché le persone vanno via?". Il finale mi ha fatto capire che bisogna lasciare andar via le persone che decidono di andar via e che non bisogna aspettare alla finestra qualcuno che ha scelto spontaneamente di andare. Non è vero che "certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano". Quando una persona sparisce, non torna e se torna, non ha senso manco stare lì a far finta di niente. Non esitate. Sputate loro la verità con la stessa violenza di un pugno ai denti. Chi va via, deve avere il coraggio di farlo per sempre. Se la vita decide, come nel film che deve farvi rincontrare, in un supermercato, date un calcio anche alla vita. Non vi sta dando una seconda possibilità, ma vi sta dando la mazzata finale. Fidatevi, la minestra riscaldata fa schifo. Non parlo solo di amore. Anzi io non parlo proprio di amore. Parlo di amicizia. L'errore che spesso facciamo è dare seconde possibilità a gente che merita solo calci in culo. Io sono la maestra delle seconde e terze possibilità. Tutte le volte mi hanno ferita una seconda e anche una terza volta. Ma la colpa è mia. Concedendo una seconda possibilità ho permesso loro di darmi quella coltellata che non mi ha ucciso la prima volta. E ben mi sta! Alt, avevo promesso di non parlare di me nel blog quindi torniamo al film. Di parere diverso è Giorgia. Dopo aver visto il film mi scrive:
Questo film mi ha fatto capire che la vita è imprevedibile e che certi legami restano anche se la vita ti porta altrove. Mutano. Si evolvono ma restano. In fondo il loro rapporto finì per una motivazione molto particolare

Sarà che qualche anno fa mi accusò di essere troppo razionale, ma forse ha ragione lei!!!


Pop Corn per tutti. Sonia

sabato 9 novembre 2019

Selena Gomez mostra il suo tailleur abbinato a tacchi a specchio a New York




Ventisette anni, cantante dalla voce sensuale e brava attrice dalla faccia d'angelo, la nota star statunitense Selena Gomez ha alle spalle una lunga carriera che inizia quando era davvero piccola, a soli sette anni, ed era già considerata una super star delle serie televisive della squadra di Disney Channel; nel corso degli anni, la carriera di Selena Gomez cresce sia per quanto riguarda il canto grazie all'uscita di numerosi album, sia nella filmografia fino a portarla a recitare nell'ultimo film del regista dall'umorismo filosofico Woody Allen. La pop star e idolo delle folle Selena Gomez, ha all'attivo centosessanta milioni di follower su Instagram e sessanta milioni su Twitter : va da sé quindi, che qualsiasi cosa la riguardi o rappresenti, diventi quindi per milioni e milioni di persone oggetto di chiacchiere e ammirazione, ispirazione e imitazione. Già, perché la ex baby star di Disney channel continua negli anni a mantenere il suo fascino fresco e sbarazzino da ragazzina, ma al tempo stesso pieno dell'eleganza che contraddistingue una gran donna.

Selena Gomez e l'outfit in tartan per un look classico e alla moda 

In questi giorni, la pop star e attrice ventisettenne è intenta a promuovere gli ultimi singoli del suo nuovo album ed è stata paparazzata mentre era in giro per New York vestita di un favoloso completo alla moda impreziosito da una scarpa molto originale e accattivante: così come la moda autunno-inverno 2019-2020 impone infatti, la celebre pop star Selena Gomez ha deciso di dare un quid in più al suo outfit formato da un completo classico in tartan firmato Frame, con blazer doppio petto e pantaloni a gamba dritta, grazie alla scarpa modello Mule di Proenza Scouler . Ecco che il vero tocco di originalità arriva, come spesso accade, proprio dalle scarpe: in effetti, spesso sottovalutate da molti, una bella scarpa può essere decisiva per impreziosire e rinnovare totalmente il tuo outfit, donandogli nuova vita e aggiungendo la giusta grinta a un look troppo bon ton. Cenerentola avrebbe detto che un paio di scarpe può tranquillamente cambiarti la vita! Solitamente chi sceglie di indossare un capo elegante come un completo, sceglie anche una scarpa classica, in pieno abbinamento con lo stile dell'otite: la celebre star Selena Gomez punta invece tutto su una scarpa originale, dai dettagli impossibili da passare inosservati.

Proenza Schouler e la scarpa Mule con tacco specchiato

La grintosa creazione di Proenza Schouler è una scarpa a punta, in due tonalità di colore e con uno splendido tacco basso e largo completamente specchiato: l'inserto in pelle bianca annodato sulla tomaia e l'inserto scamosciato nero della punta riprendono i colori del completo tartan donando eleganza alla scarpa, mentre il tacco a specchio regala grinta e originalità all'intero outfit della pop star Selena Gomez. Una scarpa dall'effetto strepitoso, per un prezzo di poco meno di 700 dollari. 
Ovviamente, un outfit non può considerarsi davvero completo senza l'abbinamento di una borsa che faccia la differenza: e se è vero che sono proprio le scarpe e le borse a dare un tocco sensuale a ogni look, anche nella scelta di quale borsa indossare, come per le favolose scarpe di Proenza Schouler, Selena Gomez decide di osare e affidarsi a tutta la creatività dello stilista Alexander McQueen.

giovedì 7 novembre 2019

Comodità e morbidezza, alla scoperta del parka con pelliccia


Dici street style e pensi subito alla comodità di un parka, bello e caldo, ideale per essere indossato in abbinamento anche con un outfit piuttosto elegante. E’ perfetto sia per una personalità amante dei viaggi avventurosi come pure per chi predilige la vivacità dei cocktail, eccellente per osare o per porre l’accento su un dettaglio. Il parka con pelliccia, in particolare, ha assunto sempre più le caratteristiche di un must sulle passerelle d’alta moda, capace di far girare la testa anche ai divi del cinema. Ormai, nella sua versione definitiva, qualsiasi modello di parka con pelliccia si va a comporre di due parti: innanzitutto c’è l’involucro esterno che è quasi sempre realizzato in cotone canvas, poi c’è il gilet interno che è realizzato in pelliccia. La parte esterna può poi essere in camoscio o in tessuto impermeabile, mentre in merito alla pelliccia interna dei parka senza dubbio la più utilizzata è quella di volpe. Quanto invece alla lunghezza, è possibile indicare in generale l’esistenza di una misura definibile ‘standard’ che si aggira sugli 80 centimetri, anche se esistono modelli più lunghi che possono raggiungere i 130. L’ideale, quando si va alla ricerca di un capo come il parka con pelliccia, è rivolgersi a piattaforme di brand specializzati come elpidioloffredo.com, anche perché si tratta di acquisti importanti che possono necessitare di dritte e consigli particolari anche in relazione a modelli e colori. 

Modelli e colori che interpretano la personalità

Gli aggettivi migliori per andare a definire le caratteristiche più interessanti di un parka con pelliccia sono senza dubbio ‘cool’ e ‘trendy’, anche perché nonostante una trasversalità di base, stiamo parlando di un capo che è molto adatto a persone di età più giovane. Ne esistono di modelli con vestibilità oversize così come di avvitati, a seconda di quelle che sono le necessità personali di ciascuno. L’abbinamento perfetto? Con borse ampie e originali, sempre in tono con l’outfit spesso estroso. Per poter utilizzare e sfruttare al massimo questo capo, esiste la possibilità di avere l’interno in pelliccia separabile in modo da renderlo perfetto anche per i mesi dell’anno meno freddi. Bisogna tenere presente che c’è un dettaglio decisivo in grado di orientare la scelta, ovvero il colore della pelliccia. Qual è quello più facile da indossare? Sicuramente il parka marrone con visone interno demi bluff. Ma anche il ‘classico’ parka verde con interno di volpe. È possibile utilizzare il parka con pelliccia interna anche quando le giornate non sono troppo fredde, sfruttando la pelliccia come gilet oppure il parka da solo, senza pelliccia. Infine uno sguardo ai prezzi e agli elementi in grado di condizionarli, come la qualità della pelle utilizzata e il tipo di tessuto. Se il prezzo dovesse risultare troppo basso va da sé che la qualità che si sta per acquistare risulterà di certo scarsa sia dei materiali che della pelliccia che si trova all'interno. E la durata del capo ne risentirà. È importante anche verificare fin da subito che il processo produttivo sia strutturato in Italia, per avere una garanzia anche in merito al livello di artigianalità. 

lunedì 4 novembre 2019

Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey. Recensione Film



Torno nuovamente con una recensione di un film che ho visto. La scrivo così, di getto, senza controllare neanche la punteggiatura. Tanto i miei 49 lettori mi perdoneranno. Oggi ho visto un film su Netflix. Era tra "consigliati per Sonia" quindi per la prima volta mi sono affidata e fidata del consiglio di Netflix. Un giorno l'umanità mi ringrazierà.

IL CLUB DEL LIBRO E DELLA TORTA DI BUCCE DI PATATE DI GUERNSEY

Vediamo brevemente cosa dice Wikipedia.

Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey (The Guernsey Literary and Potato Peel Pie Society) è un film del 2018 diretto da Mike Newell.
Il film è l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows. Poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, la giornalista londinese Juliet Ashton ha appena scritto un libro e sta girando Londra e dintorni per promuoverlo. Un giorno riceve una lettera da un uomo di nome Dawsey Adams che vive sull'isola di Guernsey. Nella lettera l'uomo dice di essere in possesso di un vecchio libro appartenuto a Juliet, che lei aveva venduto anni prima. Vista la comune passione per i libri, Dawsey e Juliet iniziano una corrispondenza. Quando Dawsey le racconta di essere membro del "Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey", Juliet vede nel curioso club una storia interessante per il suo prossimo libro. Attraverso Dawsey, Juliet inizia una corrispondenza anche con gli altri membri del club, che nelle loro lettere raccontano le vicende personali e gli anni difficili durante l'occupazione tedesca. Nonostante la proposta di matrimonio dell'affascinante Mark Reynolds, Juliet decide di andare sull'isola di Guernsey, dove incontra persone bizzarre ma allo stesso tempo straordinarie che le cambieranno la vita.


Le mie impressioni

Innanzitutto questo film va visto. Consiglio di vederlo da soli e possibilmente con le cuffie per assaporare meglio il tutto. Le scene che ho amato di più, sono quelle dei paesaggi verdi che mi riportavano con la mente ai miei viaggi passati in Scozia, in Irlanda e Inghilterra. Ero lì, camminavo lungo le scogliere del film. Niente male eh! La storia è bella ma forse scontata sul finale. Inizialmente leggendo il titolo pensavo ad una di quelle commedie inglesi assurde, proprio perché non leggo le didascalie, invece sono rimasta stupita. Sappiate che il film, seppur parli dell'occupazione tedesca, non è pesante. Una storia d'amore classica con un intoppo proprio prima delle nozze. Una bambina che aspetta la sua mamma. Un'anziana mamma che in realtà mamma non è, che aspetta sua figlia. Un anziano con la passione per la lettura da tramandare ad un bambino bellissimo (che non ho capito bene se fosse suo figlio), un giovane papà che in realtà padre non è, un nazista dal cuore buono innamorato, una donna in attesa del principe azzurro... stop stop stop, meglio non spoilerare altro. Io non faccio discriminazioni di genere, ma questo film mi sento di consigliarlo alle donne. Quelle donne perennemente innamorate del lieto fine. Quel lieto fine che è lieto per due che si amano ma non per chi viene mollato. Film leggero con ambientazione storica pesante. Mi sento di consigliarlo. Spero di essere stata utile in questa recensione, anche se continuo a pensare che un giorno l'umanità mi ringrazierà. Un abbraccio. Sonia.

venerdì 1 novembre 2019

ColorHerbalia di Garnier, l'innovazione per capelli tutta green


Bentornati sul blog dalla vostra skincare-addict Chiara 💓
Qualche settimana fa ho ricevuto da parte di Garnier un pacchetto che, a loro modesto parere, rientrasse perfettamente all'interno dei miei canoni: possiamo dire che questo prodotto si presenta piuttosto bene.
All'interno di un sacchetto riutilizzabile ed organico con al suo interno semi di fiori, ho trovato la colorazione 100% vegetale di ColorHerbalia nella colorazione castano naturale.
ColorHerbalia è una colorazione a base di erbe tintorie interamente vegana perchè composto da una serie di piante e così chiunque può coprire i primi capelli bianchi senza paura di alterarne la fibra naturale.
Il risultato finale dovrebbe essere tono su tono per garantire un effetto di lunga durata, naturale e luminoso.
Sono disponibili all'interno della linea ben 10 nuances in tutto.


Questa specifica linea composta da un mix di erbe tintorie è stata pensata con lo scopo di aiutare nel coprire la prima comparsa dei capelli bianchi ( fino a un totale del 30% di capelli bianchi). La formula di polveri vegetali, comprende tre diverse tipologie:
  • HENNE'
  • INDIGO
  • CASSIA
A queste polveri vengono aggiunti olii essenziali di menta piperita, bergamotto, patchouli, cocco.


La confezione contiene al suo interno tutto il necessario per dare nuova luce ai nostri capelli in pochi istanti e comodamente a casa nostra:
  • GUANTI E CUFFIA MONOUSO
  • 80GR DI MIX POLVERI VEGETALI TINTORIE
  • TUBETTO DI TRATTAMENTO NUTRITIVO DA 60ML
  • ISTRUZIONI SEMPLICI E INTUITIVE
Ogni confezione ha un prezzo medi di 13 euro, davvero poco se consideriamo la verietà di erbe tintorie contenute all'interno di ogni singola confezione.
Può sostiuire tranquillamente le altre alternative di colorazioni convenzionali presenti sul mercato (argomento circoscritto alle colorazioni chimiche o comunuqe con inci non propriamente green) ma, attenzione! Vegetale non significa bio, ma comunque per chi sta attenta agli ingredienti contenuti nei vari prodotti e nelle varie formulazioni, questo prodotto potrebbe essere di loro gradimento.
Come si usa?
Va premesso che per le tinture vegetali, è opportuno utilizzare utensili che non vadano a compromettere la formula e che, quindi, non causi un processo di ossidazione: quindi SI a ciotole e cucchiai in plastica o legno, NO a ciotole e cucchiai in metallo.
Prima di procedere all'applicazione della tintura: lavare i capelli con uno shampoo neutro (non 2in1 o altri trattamenti), per pulire il capello e predisporre una maggiore aderenza della tinta alla fibra capillare; tamponare bene i capelli in modo da lasciarli umidi e poi indossare i guanti per prepararsi al trattamento vero e proprio
Preparare la tintura: basta riscaldare della semplice acqua calda e miscelarla al composto vegetale nelle indicazioni e con le accortezze riportate all'interno del foglietto illustrativo contenuto nella confezione
Applicazione: assicurandosi si proteggersi le spalle con un asciugamano, cominciare ad applicare la tintura a partire dalle radici, aiutandosi con un pennello o con le mani; distribuire sulle lunghezze e poi procedre a qualche minuto di massaggio per impregnare bene i capelli di prodotto, fissarli con una pinza non metallica, indossare la cuffia ed attendere dai 30 ai 60 minuti ( quest'ultimo solo per i colori castano scuro/cioccolato/caldo); trascorso il tempo di posa, sciacquare delicatamente, applicare il trattamento nutritivo e dopo una posa di 2/3 minuti risciacquare.


Com'è il suo INCI? Analizziamo gli ingredienti rispettivamente per il composto vegetale colorante e per il trattamento nutritivo:
- POLVERE COLORANTE VEGETALE
  • CASSIA ANGUSTIFOLIA LEAF: riflessante naturale per capelli scuri
  • HENNIA: rinforzante naturale e riflessante color rame
  • COCOS NUCIFERA OIL/COCONUT OIL: antiossidante
  • POGOSTEMON CABLIN OIL: olio essenziale di Patchouli
  • MENTHA PIPERITA OIL/PEPPERMINT OIL: olio essenziale di Menta Piperita
  • CITRUS AURANTIUM BERGAMIA PEEL OIL/BERGAMOT PEEL OIL: olio essenziale di Bergamotto
- TRATTAMENTO NUTRITIVO
  • AQUA
  • CETEARYL ALCOHOL: emulsionante di origine vegetale, viscosizzante
  • STEARAMIDOPROPYL DIMETHYLAMINE: emulsionante ricavato dall'olio di Palma
  • ISOPROPYL MYRISTATE: estere ottenuto da alcol isopropilico e acido miristico.
  • GLYCINE SOJA OIL/SOYBEAN OIL: olio ricavato dalla Soia selvatica
  • GLYCERIN: origine organica
  • CITRUS AURANTIUM BERGAMIA PEEL OIL/BERGAMOT PEEL OIL: olio essenziale di bergamotto
  • RICINUS COMMUNIS SEED OIL/CASTOR SEED OIL: olio di ricino emolliente, stimolante e legante
  • HELIANTHUS ANNUUS SEED OIL/SUNFLOWER SEED OIL: olio di semi di girasole
  • COCO-CAPRYLATE/CAPRATE: emolliente ottenuto dal cocco
  • COCOS NUCIFERA OIL/COCONUT OIL: olio di cocco
  • POGOSTEMON CABLIN OIL: olio essenziale di patchouli
  • HYDROXYPROPYL GUAR HYDROXYPROPRYLTRIMONIUMCHLORIDE: gomma di guar
  • CAPRYLYL GLYCOL: emolliente
  • CITRIC ACID: regolatore del ph
  • MENTHA PIPERITA OIL/PEPPERMINT OIL: olio essenziale di menta piperita
  • TARTARIC ACID: acido organico presente in moltissime piante, tra cui l'uva
  • CETYL ESTERS: emulsionante di origine naturale
  • LINALOOL: fragranza di origine naturale prodotta nella menta, cannella ed agrumi
  • GERANIOL: armonizzante di origine naturale
  • LIMONENE: fragranza naturale ricavata dal tea tree oil
  • PARFUM
Cosa ne penso?
Ad un primo impatto il prodotto nel complesso mi piace particolarmente. Non ho mai tinto i miei capelli ed avendo già 30 anni sono soggetta alla prima comparsaa dei capelli bianchi odiosi....certamente la testerò in seguito, perchè ora non penso sia il periodo migliore (devo tagliarli al più presto e ridimensionare le mie immense lunghezze...!!!)
Il PAO del trattamento nutritivo è di 12mesi, per me positivo così potrò testarla al meglio sulla mia chioma schiarita naturalmente dal sole durante la stagione Primaverile.
Voi l'avete già provata?
Se non volete ricorrere a tinte troppo aggressive o avete meno del 50% dei capelli bianchi questo è il prodotto che fa al caso vostro (va bene anche su capelli decolorati ma bisogna leggere attentamente le istruzioni in merito della confezione)
Alla prossima recensione!

lunedì 28 ottobre 2019

LIVING WITH YOURSELF Serie Tv Netflix Recensione Personale




Vi aspettate da me la solita recensione del solito film "spremuta di cuore", vero? Invece no! oggi vi recensisco una serie tv.  Trovata per caso su Netflix in attesa delle nuove stagioni delle mie serie tv preferite.

LIVING WITH YOURSELF 

Vediamo cosa dice Wikipedia a riguardo.

Living With Yourself è una serie televisiva statunitense del 2019 ideata da Timothy Greenberg e diretta da Jonathan Dayton e Valerie Faris. La prima stagione, composta da 8 episodi, è stata distribuita su Netflix dal 18 ottobre 2019. Miles Elliott è scontento della sua esistenza, così decide di prestarsi a un misterioso esperimento, salvo poi scoprirne le conseguenze e venire sostituito da una "versione migliore" di se stesso, con la quale risulta costretto a convivere.

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Ci tengo molto a consigliarvi una cosa importante, ossia di guardarla prestando la massima attenzione, perché ogni minimo dettaglio è importante e fondamentale per capirci qualcosa. Io personalmente ho visto la prima puntata col cellulare in mano, poi ho capito che per poterci ricavare qualcosa dovevo spegnere tutto. Così ho fatto. La serie non è brutta, forse troppo incasinata. Ho fatto fatica in molte scene a capire chi fosse l'originale e chi il clone. L'idea non è pessima, anche se dopo aver visto il capolavoro di ORPHAN BLACK, questa cosa dei cloni non mi emoziona più di tanto, perché davvero i cloni di orphan black sono stati un trip allucinante dalla prima all'ultima puntata. Però apprezzo lo sforzo. Non mi è piaciuto per niente il finale, ma proprio zero. Discutendone con un'amica ho capito che il problema sono io, che dopo aver visto film e serie tv come se piovessero, ormai non mi emozionano più i finali. Insomma per me tutti i film d'amore sono col finale identico a Notting Hill, tutti i film di Nicholas Sparks hanno uno protagonista che muore e tutti i film horror non sono all'altezza degli horror che vedevamo noi quando eravamo piccoli. Però apprezzo la serie e non me la sento di bocciarla del tutto. Mi sono trovata ad un certo punto in mezzo ad un viaggio allucinante per capire chi era chi.  Il finale non è manco tanto scontato ma avrei voluto vedere di meglio. Se dovessi dare un punteggio da 1 a 10 darei un 6 alla serie e un 4 al finale, ma non sono nessuna per dare voti quindi passiamo avanti. Lui un bravo attore, lei anche. Questa cosa che se perdi una scena, non capisci nulla del seguito, forse non è adatta ad una persona come me, che fa mille cose mentre guarda la tv. Però il problema è il mio. Adesso vi saluto, ho un film da iniziare che mi aspetta. Ma l'umanità quando mi ringrazierà? 

Pop Corn per tutti da Sonia

venerdì 25 ottobre 2019

Dal sogno alla realtà. The_Reverse_Of, i gioielli handmade per passione


Buon venerdì dalla vostra skincare-addict Chiara!
Oggi non parliamo di cosmesi ed INCI, ma voglio parlarvi di una piccola realtà che secondo me vale la pena conoscere per la sua qualità e la sua originalità: parliamo di accessori handmade.
Se amate i gioiellini di bigiotteria e non volete comunque rinunciare ad un buon rapporto qualità/prezzo, vi suggerisco di spulciare la pagina Instagram di The_Reverse_Of di Angelita.
E' nato tutto un pò per gioco questa sua voglia di condividere le sue piccole creazioni, nate tra una via di fuga e l'altra dallo stress della quotidianità.
Sono venuta a conoscenza del suo profilo molto per caso, grazie ad un'amica in comune che pubblicò un braccialettino in acciaio che si fece personalizzare: seguii subito la sua pagina e poi, dopo molto tempo di supporto silente, ad Aprile presi il coraggio a due mani di chiederle una commissione. Tutta colpa di una sua fotografia, dove indossava una coppia di orecchini molto originale composta da un cornetto ed un peperoncino. Da brava Calabrese cresciuta con nonno amalfitano, volevo quella piccola coppia per me...non sembra ma anche io sono un poco scaramantica!
Ho esordito con "posso avere questo favoloso set antisfiga anche per me?" e lei subito si è messa a lavoro per soddisfare le mie esigenze ed i miei gusti; abbiamo scelto insieme le dimensioni che dovevano avere gli orecchini (non amo portare gioielli ingombranti, sono molto semplice e molto pratica) e mi ha anche suggerito di aumentare "l'anti-jella" con l'aggiunta della famosissima 2mano di Fatima"...potevo rinunciare..?!?
Arrivato tutto a casa, sono stata davvero contenta di vedere la sua attenzione ai piccoli dettagli. Disposti su un cartoncino personalizzato e completo di tutte le accortezze di manutenzione, mi salutavano in tutta la loro bellezza il mio trio portafortuna:


Il peperoncino è stato il pezzo grosso della collezione: perfetto, rosso fiammante, laccato, mai visto un trio cosi bello e così dettagliato fin nei minimi particolari...!!!Tra una scelta e l'altra, con Angelita ho anche legato parecchio e tra noi è nata una stupenda amicizia...è una persona dedita, dolce e di cuore, troppo buona per questo mondo, un'anima antica... è stata contentissima quando le mandai le fotografie del pacchetto tra le mie mani, e mi commossi nel leggere un biglietto scritto di suo pugno con all'interno un omaggio inaspettato: un quarto orecchino a forma di gatto, perchè (guarda la casualità!) lei sapeva che qualche mese prima avevo subito una perdita molto forte, ossia un gatto a cui tenevo tanto e seguivo da tre anni nell'attesa di avere le condizioni per adottarlo.
Senza saperlo, eravamo una la stalker dell'altra!


Ho apprezzato tantissimo il gesto ma soprattutto l'affetto nel percepire quello che sarebbe stato di mio gusto, che avrebbe avuto un significato per me che non fosse un semplice accessorio mescolato a tutti gli altri che avrei potuto avere già in possesso dentro i miei cassetti, e questo mi ha profondamente commosso e, in seguito, fatto rinnovare la mia scelta di affidarmi a lei per rendere reale accessori che prima di allora esistevano solo nella mia fantasia!
Gli orecchini li indosso sempre oppure ogniqualvolta sento di avere bisogno di indossare qualcosa che contenga "vibrazioni positive", perchè sono convinta che l'anima del creatore influenza l'anima di ciò che viene creato...non hanno smentito mai le mie aspettative e mi hanno sempre a modo loro condotto verso una strada che sembra essere fortunata! Oltretutto gli orecchini sono discreti nonostante la loro particolarità sono proprio come io desideravo che fossero.


Sono in attesa di poter fare il mio quarto buco per poterli indossare tutti insieme senza dover ogni volta scegliere a quale amuleto rinunciare.
Poi, questa estate, è successo che io le chiedessi qualcosa di davvero particolare (e forse anche difficile se non si ha esperienza dei canali di rifornimento a cui rivolgersi!), ossia un bracciale in tormalina nera. Avevo tempo prima un bracciale con le stesse pietre (che son famose per essere pietre simbolo di protezione dalla negatività) ma lo regalai a qualcuno che sentivo averne altrettanto bisogno, rimanendo io scoperta. Ma, piuttosto che ordinarla da un sito qualsiasi, mi sono affidata a lei consapevole che avrebbe per me cercato la soluzione migliore.
Ha infatti ritirato le pietre della migliore qualità sul mercato cercando un fornitore oltremare non soddisfatta della qualità delle pietre che riusciva a reperire dai suoi fornitori abituali, ed è per questo motivo che sapevo che su di lei avrei potuto contare davvero con la sicurezza che avei avuto un bracciale di qualità.
Come sempre, non ci siamo limitate a quello e mi ha anche confezionato una collana abbinata con una mezzaluna e delle perle in madreperla alternate a quelle di tormalina...il risultato è stato come sempre eccelso!


Il bracciale non lo tolgo mai e la collana è stata oggetto di desiderio e curiosità per tutti coloro che me la vedevano al collo...è un accessorio che ruba la scena! Anche stavolta Angelita mi ha resa partecipe della composizione sia della collana che del bracciale, valutando sia i miei gusti personali componendomeli passo passo, sia cercando di "azzeccare anche a distanza" le dimensioni giuste per ognuno.
Se siete amanti degli accessori artigianali e volete essere certi che verranno selezionati per voi solo materie prime di qualità, la scelta più saggia è Angelita di The_Reverse_Of.
Che la buona sorte sia con voi!

lunedì 21 ottobre 2019

Fractured. Recensione Personale Film



Ho appena finito di vedere un film su Netflix e voglio raccontarvelo, perché lo sapete cosa penso, un giorno l'umanità mi ringrazierà. No niente film d'amore, manco film comici. Oggi voglio parlarvi di un thriller. Non amo questo genere di film ma visto che sono pochi i momenti "film col moroso", ho preferito far scegliere a lui il genere, anche se alla fine abbiamo visto il trailer del primo film che netflix ci consigliava, tra le nuove uscite.

Vediamo in breve cosa dice Wikipedia.


Fractured è un film del 2019 diretto da Brad Anderson. Il film, tratto da una sceneggiatura di Alan B. McElroy, è interpretato da Sam Worthington, Lily Rabe, Stephen Tobolowsky, Adjoa Andoh e Lucy Capri.Il trailer è stato pubblicato il 20 settembre 2019. Sarà presentato in anteprima mondiale al Fantastic Fest il 22 settembre 2019. La pellicola verrà distribuita per l'11 ottobre 2019 sulla piattaforma Netflix. Il film segue la storia di un marito, moglie e figlia, che sperimentano un incidente durante un viaggio. Dopo che la figlia è stata ricoverata in ospedale per cure, il marito perde i sensi per un breve periodo di tempo a causa della stanchezza. Al risveglio, si rende conto con orrore che nessuno può confermare o confermare l'ammissione in ospedale della sua famiglia e la storia medica nei registri dei pazienti, portandolo a scoprire una cospirazione sinistra.

Alla fine, viene rivelato che il marito, Ray, sta vivendo allucinazioni visive a causa di un trauma psicologico derivante dall'incidente. La realtà è che durante l'incidente sua figlia muore a causa della sua negligenza e Ray poi uccide accidentalmente sua moglie a seguito di una discussione sulla scena dell'incidente. Ray costruisce una nuova realtà in cui sia sua moglie che sua figlia sono vive. Questo culmina nel rapire un paziente ricoverato in ospedale e sparare a un medico ospedaliero mentre lascia l'ospedale con il paziente.[...]



Ho tagliato un pezzo a ciò che avevano scritto su wikipedia perché mi sembrava quasi volesse spoilerare il finale. 

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Un film che merita di essere visto, perché per nulla scontato. A metà film eravamo ad immaginare la storia, il finale e anche le varie ipotesi. Un thriller incasinato che porta ad immaginare mille finali differenti. Devo dire che io immaginavo un finale differente, mentre la mente "maschile" appassionata di enigmi misteriosi, è quasi arrivato al finale giusto dopo circa 45 minuti dall'inizio. Un thriller. Sembrava quasi scontato, aver pensato ad un traffico clandestino di organi umani, ma ai titoli di coda, ti resta l'amaro in bocca di non averlo capito dal primo istante. Il mio consiglio è di spegnere il cellulare e guardare attentamente tutte le scene, perché si fa presto a perdere il filo della storia. Un buon film. E' stato caricato in piattaforma netflix, l'11 ottobre, un titolo nuovo non fa mai male. Spero di aver aiutato davvero l'umanità con questa mia recensione. Pop Corn per tutti dalla vostra Sonia. 

lunedì 14 ottobre 2019

Etoilez Moi. Regalare una stella a chi ami, un gesto che dura oltre l'eternità


Nella vita di tutti noi esiste quella persona speciale che, più tra tutte, occupa un posto importante nel nostro cuore: può essere un parente, un amico oppure il proprio compagno.
Nel mio caso, questa volta ho scelto di pensare ( e ringraziare!) il mio fidanzato.
Sono legata ad Emanuele dalla bellezza di 13 anni, siamo praticamente cresciuti insieme, accompagnandoci attraverso strade e percorsi di vita sempre più complicati, sostenendoci a vicenda.
Lui più di tutti c'è sempre stato per me e mi ha sempre sostenuto (e sopportato!) in tutte le mie scelte ed in tutte le mie difficoltà, mettendosi in gioco anche all'interno di percorsi a lui sconosciuti e/o incomprensibili, solo per me e per vedermi di nuovo felice.
E' stato proprio la mia stella, la mia Cometa di Halley, sempre lì, ad illuminare il mio cammino quando tutti gli altri in un modo o nell'altro hanno sempre preferito voltarmi le spalle, fingendo che andasse tutti bene.
Giorno 20 Settembre di quest'anno abbiamo festeggiato il nostro 13esimo anniversario di fidanzamento; abbiamo pernottato fuori in occasione di un buono per un pomeriggio in una Spa che mi era stato regalato per la mia laurea, ma ho pensato che questo non bastasse.
Quale regalo più bello che dedicargli una stella?
Ho scelto di affidarmi a Etoilez-moi dove ho la possibilità di scegliere con facilità la stella da regalare: basta inserire il nome che si vuol dare alla stella, la data di nascita e la costellazione di collocazione e...il gioco è fatto!


Appena completato l'acquisto, il sito mi ha inviato quattro file, uno più bello dell'altro, contenente una breve intro al contenuto del mio acquisto e tutti i dati relativi a localizzazione e mitologia della tipologia di stella scelta.
In questo caso ho voluto fornire i dati collegati al mio ragazzo: nome, data di nascita e segno zodiacale di appartenenza.
  • EMANUELE
  • 12-05-1988
  • TORO
A dimostrazione della esistenza della stella, ho ricevuto il certificato con sopra riportati tutti i dati della stella, il suo nome tecnico e le coordinate per poterla poi ritrovare e osservare al telescopio:



Emanuele è stato contentissimo del suo regalo, perchè è stato un pensiero originale, unico e che durerà in eterno... ha mostrato tutto orgoglioso ed ha raccontato del mio regalo per lui ad amici e parenti, dando a qualcuno anche l'idea di poter fare un regalo simile non solo per il proprio compagno/a, ma anche in occasione di un battesimo per festeggiare la gioia della nascita di una nuova vita.

Avevate mai pensato ad un regalo così bello come questo...?!? Non c'è nulla di più romantico o di più originale per dire a qualcuno: TU SEI SPECIALE!

Un bacio "stellare" dalla vostra Chiara.

giovedì 10 ottobre 2019

Come scegliere e utilizzare gli occhiali da vista


Dover indossare un paio di occhiali da vista non deve essere visto come un problema, anzi. Oggi sono disponibili in commercio montature e lenti di ultima generazione, particolarmente belli ed eleganti, e anche piacevoli da indossare. La scelta dipende ovviamente dal tipo di difetto visivo da cui si è affetti, che ci indica la tipologia di lente da utilizzare. Per quanto riguarda invece le montature, siamo liberi di acquistare quelle che desideriamo, magari di un marchio noto, come quelle offerte dal sito https://www.grandvision.it/occhiali-da-vista .

Che tipo di lenti

Le lenti degli occhiali da vista sono più o meno spesse e pesanti a seconda della correzione visiva offerta, ma anche della tecnologia utilizzata per produrle. Chi ha un leggero difetto visivo, che si esprime comunemente in diottrie, non ha alcun problema sotto questo punto di vista, perché potrà indossare occhiali con lenti molto sottili. Il problema è più importante invece per chi ha una carenza di numerose diottrie, o per coloro che soffrono di presbiopia, a volte associata anche ad altri difetti visivi. Nel primo caso la correzione da effettuare con le lenti è tale da dover utilizzare vetri molto sostenuti e spessi; per risolvere la problematica oggi si utilizzano appositi cristalli, cosa che permette di assottigliare in modo sensibile le lenti. Chi invece soffre di presbiopia, o di più difetti visivi insieme (ad esempio presbiopia più astigmatismo) potrebbe dover indossare occhiali bifocali, che permettono di vedere bene sia da lontano, sia da vicino. Anche in questo caso le lenti migliori sono quelle di nuova generazione, più leggere e versatili, adatte anche alle montature più trendy del momento.

La moda degli occhiali

Anche per gli occhiali da vista, come per qualsiasi altro accessorio, esiste una moda del momento. In particolare oggi sono alla moda montature sottili e poco visibili, soprattutto per quanto riguarda l’occhiale da indossare nella vita quotidiana. La proposta di Seen è ad esempio perfetta per rappresentare occhiali trendy, di uso quotidiano, non particolarmente vistosi o pesanti da indossare. Quando si scelgono gli occhiali ci si deve però anche concentrare sulla forma delle lenti, prediligendo quelle che meglio si accostano alla forma del viso. Un occhiale allungato verso l’esterno enfatizza gli zigomi alti e sporgenti, meglio utilizzarlo quando si ha un viso ovale o tondo; le montature molto piccole e strette scompaiono in un viso largo, sono invece perfette per chi ha un volto minuto. Solitamente la prova dall'ottico è essenziale per evidenziare quale sia la forma di lente e montatura che meglio possa valorizzare le caratteristiche positive del nostro viso, evitando di enfatizzarne i difetti.

Come usare gli occhiali da vista

Quando l’oculista ci consiglia di indossare gli occhiali da vista ci fornisce anche delle indicazioni che riguardano l’uso corretto che ne dovremo fare. Chi ha i classici difetti visivi, come ad esempio la miopia o l’astigmatismo, dovrà indossare l’occhiale per tutte le ore del giorno, togliendoli solo per andare a dormire o in occasioni specifiche, come ad esempio sotto la doccia o in piscina. Questo uso continuativo permette a volte di impedire al difetto visivo di peggiorare rapidamente nel corso del tempo. Chi invece soffre di presbiopia o di difetti visivi di questo genere potrà ottenere prescrizioni diverse, come ad esempio l’uso dell’occhiale esclusivamente quando legge o quando si trova di fronte al monitor del computer.

sabato 5 ottobre 2019

The Meyerowitz Stories (New and Selected) Recensione Personale Film


Negli ultimi mesi non avevo nulla da fare, se non aspettare una chiamata che avrebbe cambiato per sempre la vita, ma evidentemente non la mia di vita. Va beh, andiamo avanti perché altrimenti trasformo questo spazio in "Mai Na Gioia Space". Sentivo la necessità di vedere serie tv e film, visto che mi hanno regalato una smart tv da 42 pollici presa in mega offerta all'Eurospin perché non approfittare? Ho scelto Netflix per il semplice motivo che riuscivo a smezzarmi l'abbonamento con altri familiari e perché La Casa di Carta (La Casa De Papel) la danno in esclusiva su questa piattaforma. Chiaramente per chi non conoscesse la sottoscritta, le cose o le faccio bene o non le faccio per niente quindi, una volta fatto l'abbonamento ho deciso di sfruttarlo il più possibile. Sono riuscita con un meccanismo fai da te di velcro ad attaccare la custodia del tablet in bagno, il telefono in cucina per guardare tranquillamente mentre preparo da mangiare, in camera ho la smart tv e quando non sono a casa sfrutto l'abbonamento telefonico con 50 gb per non perdermi nessun episodio. Quando non ho serie tv interessanti da vedere mi vedo i film. Come lo scelgo il film? Avete presente quella "cosa" che fanno adesso negli asili e nelle scuole elementari, dove la maestra si trova all'ingresso con un cartello "abbraccio", "balletto", "sorriso" e in base all'umore accoglie i bambini? No, non sono impazzita. Io scelgo i film in base al mio umore. Sono triste? Voglio un film drammatico. Sono depressa? Voglio un film da tagliata di vene. Devo dire che ultimamente i film comici non vanno molto di moda sui miei devices. Va beh, tanto arriverà la chiamata che cambierà per sempre la vita, di un altro ma la cambierà la vita per sempre. Tutto questo per dirvi cosa? Che oggi voglio recensire un film che ho visto. Lo faccio perché un giorno l'umanità mi ringrazierà.

THE MEYOROWITZ STORIES (New and Selected)

Vediamo in breve cosa dice Wikipedia su questo film

The Meyerowitz Stories, noto anche con il titolo The Meyerowitz Stories (New and Selected),è un film del 2017 scritto e diretto da Noah Baumbach. Del film, presentato per la prima volta al Festival di Cannes 2017 e incentrato su una famiglia disfunzionale newyorkese di origine ebraica, fanno parte del cast principale Adam Sandler, Ben Stiller, Emma Thompson e Dustin Hoffman.
La famiglia allargata dei Meyerowitz è in procinto di riunirsi per partecipare ad una retrospettiva del patriarca Harold, un tempo scultore di successo. La strampalata famiglia è composta da Maureen, svampita quarta moglie di Harold con il vizio del bere, e i tre figli nati da matrimoni differenti; Danny, Matthew e Jean. Ben presto riemergono le dinamiche familiari, le frustrazioni e i rancori mai
sepolti.


CONSIDERAZIONI PERSONALI. 

La durata del film è di 1h e 52 minuti, quasi due ore di film dove non succede praticamente nulla. Hanno pagato attori del calibro di Ben Stiller, Emma Thompson e Dustin Hoffman per un film che non solo dura tanto ma anche non dice nulla. Mi sono addormentata tipo 17 volte, per poi svegliarmi e riprendere il filo del discorso tranquillamente senza confusione. Un film noioso all'ennesima potenza, con tanto di finale non finale che tanto odio. Avete presente quei film che finiscono col il nulla? Lui incontra lei, lei incontra lui e uno dei due sorride. Ma davvero pensano che sia figo far finire un film senza un finale? Non dico finale dei due che copulano, si baciano o si promettono amore eterno. basterebbe anche un finale dove uno dei due ammazza l'altro. Almeno ha un finale! Eddaiiiiii su! Un film che non emoziona. Non fa ridere, non fa piangere, non disgusta e non fa manco incazzare. Ma è davvero necessario un' accanimento terapeutico di quasi due ore? Poi dite che non devo essere a favore dell'eutanasia. Sarà che non ne capisco nulla di cultura cinematografica, nonostante un abbonamento e le poltrone consumate nei cinema d'essai. Sarà che non sorseggio prosecco annacquato alle presentazioni dei film e delle rassegne teatrali dove tutti capiscono tutto ma alla fine manco chi ha messo su quel teatrino sa cosa vuole trasmettere. Sarà che se una cosa a me non piace la dico, passando per l'antipatica della compagnia. Sarà che non riesco a fingere di aver apprezzato una cosa.Ok va torniamo al film. Che ne penso? Penso che film così, che lo vediate o meno, non aggiungerà e non toglierà nulla alla vostra vita. Un abbraccio Sonia. 

venerdì 27 settembre 2019

Sunmay Halo VS GieffeBeauty Glow, colossi a confronto



Buongiorno perfettine e bentornate sul blog con un nuovo appuntamento insieme alla vostra adorata skincare-addict Chiara!
Il mondo della cosmesi nell'ultimo decennio ha fatto davvero passi da gigante, non trovate...?!? Acido Ialuronico, estratti vari, maggiore attenzione agli ingredienti, attivi sempre più potenti, sempre meno utilizzo di siliconi e petrolati...ma come permettere alla pelle di godere più possibile dei benefici dei cosmetici che scegliamo...?!?
Esistono varie tecniche tradizionali che vedono l'utilizzo di massaggi tramite l'uso delle dita (parlando di tecniche circoscritte al nostro viso) , ma spesso non basta.
Con il supporto di un dispositivo specifico, infatti, le molecole nutrizionali si rompono in 1/4 di dimensione, facilitando l'assorbimento nella pelle fino agli strati più profondi; con il massaggio manuale, invece, le molecole nutrizionali spesso rimangono in superficie.
Oggi è sempre più diffuso ricorrere al supporto di dispositivi elettronici specifici che, in base a specifiche caratteristiche, permettono agli attivi delle nostre creme o dei nostri sieri di penetrare oltre il primo livello dell'epidermide e moltiplicare così i loro effetti e benefici.
Oggi parliamo nello specifico di dispositivi per il contorno occhi, ed ho deciso di mettere a confronto per voi ben due tra i più famosi ed acquistati dispositivi presenti sul mercato:
  • SUNMAY HALO EYE MASSAGERS FOR DARK CIRCLES, EYE BAGS AND WRINKLES
  • GIEFFEBEAUTY GLOW
Dalla foto di presentazione, vediamo l'esterno e l'interno delle due confezioni, come si presentano.
  • Il Sunmay Halo è disponibile in due colorazioni, bianco e rosa. La confezione esterna in cartone è a scorrimento; la prima cosa che notiamo è una graziosissima custodia in cartoncino contenente istruzioni, certificato di garanzia, un buono sconto spendibile sul sito su un qualsiasi altro dispositivo della gamma ed un sacchetto.Una velina con il logo dell'azienda separa il dispositivo dal cartoncino con le istruzioni.
  • Il GieffeBeauty Glow è disponibile solo in rosa. La confezione esterna è ad incastro ed al suo interno la prima cosa che notiamo è il dispositivo, sotto il quale troveremo un morbidissimo panno personalizzato con cui poterlo pulire dopo ogni utilizzo ed il libretto di istruzioni a separarlo dal caricabatterie.

Come si presentano esteticamente i due dispositivi?
  • Il Sunmay Halo presenta delle dimensioni leggermente superiori rispetto al Glow, ma nonostante tutto presenti un design abbastanza importante, lo rende di facile impugnatura ed utilizzo. Possiede una base di supporto tridimensionale in plastica trasparente che lo solleva leggermente dal punto di appoggio, esattamente come le basi da scrivania porta cellulare.
  • Il GieffeBeauty Glow ha delle dimensioni decisamente più compatte ed un peso molto inferiore rispetto al Sunmay (il cui peso noto è di 84gr), la sua impugnatura richiede che le dita stiano in contatto con la linea di rilevamento intelligente posto al centro della zona inferiore del dispositivo (il Sunmay presenta questa linea lungo la circonferenza superiore). La sua base di supporto è studiata come fosse un semplice cappuccio, con delle ventose che permetteranno di incastrare il dispositivo "a testa in giù", nascondendo la testina ed impedendo che essa possa cadere ed entrare in contatto con superfici esterne.

Ciò che ho notato di differente nei due dispositivi è stata anche la posizione dei differenti pulsanti di accensione/spegnimento e delle porte di ricarica.
Sia il Sunmay Halo che il GieffeBeauty Glow presentano una porta USB di ricarica con stesso ingresso universale, posto nella parte inferiore del dispositivo. Il Sunmay inoltre presenta stampati i dettagli di voltaggio e la scritta "RoHS", ossia l'abbreviazione per definire "Restriction of Hazardous Substances Directive", collegabile alla normativa europea 2002/95/CE adottata nel Febbraio del 2003 che impone restrizioni sull'uso di determinate sostanze pericolose nella costruzione di apparecchiature elettriche ed elettroniche.
In fase di ricarica il GieffeBeauty Glow presenta una luce rossa che lampeggia, a segnalare il passaggio dallo stato di stand-by allo stato di carica (completa dopo 2,5 ore per 30 minuti totali di utilizzo), mentre il Sunmay Halo presenta una spia a parte posta in corrispondenza del pulsante di accensione, che diventerà rossa in fase di ricarica (completa dopo 2/3 ore per un totale di altrettante 2/3 ore di utilizzo, descritta come eco-friendly per la sua enorme durata in proporzione alla ricarica), per poi diventare verde una volta che la carica sarà completata.
Entrambi presentano lo stesso voltaggio (5V) ma potenza differente (3W contro 1.3W) e capacità della batteria differente (Li-ion 500mAh contro 2000 mAh)


La cosa che rende il Sunmay Halo più comodo rispetto il GieffeBeauty Glow è la posizione del tasto di accensione/spegnimento che nel primo si trova al centro del dispositivo, nella zona superiore ed è distinta da un pulsante che indica con la sua simbologia l'attivazione della vibrazione e della luce calda, mentre nel secondo si trova nella zona inferiore, accanto alla porta USB di ricarica, quindi per poterlo azionare il dispositivo deve essere capovolto.

Ma veniamo alla parte più interessante, ossia come si presentano le "onde di luce" nei due dispositivi:
  • GIEFFEBEAUTY GLOW
  • LUCE BLU: funzione massaggiante con frequenza media di vibrazione 7000 volte/minuto con funzione di rinvigorire la pelle, alleviare la fatica, aiutare l'espulsione delle tossine ed eliminare l'accumulo di liquido, rimodellare il profilo e la curva degli occhi, rendere la pelle tonica ed elastica
  • LUCE ROSSA: con funzione di lifting (sollevamento) del calore magnetico, con frequenza di vibrazione più elevata (13000 volte/minuto) ed una terapia magnetica di 45° C che può far sollevare l'occhio e rimediare ai segni di invecchiamento.
La testina è molto larga e si presenta per tutta la superficie superiore del dispositivo; la sua dimensione consente di ricoprire maggiori aree in minor tempo.

  • SUNMAY HALO
  • TRATTAMENTO TERMICO A LUCE GIALLA: la temperatura raggiunta è di 42° ed aiuta a favorire la rigenerazione del collagene e modulare l'attività cellulare per risolvere il fastidioso problema della comparsa di rughe e borse sotto agli occhi.
  • VIBRAZIONE LUCE BLU: con vibrazione di 7000volte/minuto per rilassare e calmare/sfiammare la pelle, a funzione schiarente e distensiva.
  • TRATTAMENTO COMBINATO LUCE GIALLA E VIBRAZIONE A LUCE BLU: per ridurre il senso di affaticamento
  • IONI: per favorire il raggiungimento degli strati più profondi della pelle e favorire la naturale sintesi del collagene. Aiuta nel maggiore assorbimento della crema o del siero contorno occhi.
La testina è molto più piccola rispetto al GieffeBeauty Glow e permette una maggiore precisione e concentrazione anche su piccole aree che necessitano di maggiore trattamento.
- SI CONSIGLIA UN TEMPO DI UTILIZZO COMPLESSIVO DI 3/5 MINUTI A TRATTAMENTO IN ENTRAMBI I DISPOSITIVI. 
 

I prezzi non sono molto distanti tra di loro e sono molto competitivi: €49,50 per il GieffeBeauty Glow contro i $63,99 (circa €58,53) per il Sunmay Halo.

Quale dispositivo vi ha incuriosito di più?
Personalmente trovo che entrambi abbiano i loro pro ed i loro contro, nella mia valutazione personale ecco i pro ed i contro per i singoli dispositivi:
  • GIEFFEBEAUTY GLOW PRO: che sia molto compatto e leggero e che compreso nel prezzo del dispositivo venga fornito un siero specifico per trattare la zona del contorno occhi, del contorno bocca e delle rughe di espressione. Pratico abbia anche in dotazione il pannetto personalizzato per la pulizia. La linea di rilevamento intelligente posta lungo tutto il busto ne permette una impugnatura totale. La testina più estesa permette una maggiore area di azione delle luci rossa/blu. La base di supporto impedisce che la testina entri a contatto con polveri o superfici sporche. Frequenze di vibrazione tra luce rossa e blu differenti.
  • GIEFFEBEAUTY GLOW CONTRO: che abbia dei tempi di ricarica troppo lunghi rispetto al tempo effettivo di durata d'utilizzo ( 2 ore di ricarica per solo 30 minuti di utilizzo complessivo), che abbia il tasto di accensione posto sotto il dispositivo (per me più scomodo per il campio luce rossa/luce blu) e che non sia dotato di sacchetto per poterlo trasportare più comodamente in viaggio.
  • SUNMAY HALO PRO: che abbia in dotazione raccoglitore per conservare istruzioni, sacchetto da viaggio e garanzia (per me che sono maniaca dell'ordine è un buon punto a favore non avere foglietti sparsi in giro), inoltre mi piace che il tasto di accensione si trovi sul retro e non sotto il dispositivo (per me più pratico in quanto in fase di utilizzo le dita si trovano già in posizione). La testina più piccola potrebbe sembrare uno svantaggio ma secondo me è un punto a favore perchè permette di concentrarsi anche su piccole aree più esigenti. Buono che la carica sia duratura e proporzionata al tempo di utilizzo (2 ore di carica = 2 ore di utilizzo). Buono che l'alternanza delle luci con gli ioni renda le prestazioni di questo dispositivo più versatile.
  • SUNMAY HALO CONTRO: le istruzioni sono solo in cinese ed in inglese, forse difficoltoso per chi non mastica bene le lingue comprendere tutte le funzioni di utilizzo del dispositivo, inoltre il posizionamento della linea di rilevamento intelligente è forse troppo alto rispetto alle dimensioni complessive del dispositivo. Non è in compenso dotato di panno di pulizia e non viene omaggiato di contorno occhi compreso nel prezzo. Base di supporto che lascia esposta la testina a cadute accidentali su altre superfici e polvere. Frequenza di vibrazione uguale tra passaggio luce gialla/blu.
Siete d'accordo con me oppure ritenete che ci siano altri punti a favore/sfavore da tenere in considerazione? Voi avete un dispositivo per la cura degli occhi? Se no, quale tra i due siete più tentati di acquistare?
Alla prossima recensione!

giovedì 26 settembre 2019

Pureté Summer Box World Of Beauty-Confronto finale


Bentornati perfettine dalla vostra adorata skicare-addict Chiara!
Vi chiedo immensamente scusa se sono sparita, spero possiate perdonarmi.
Questa estate è stata molto diversa rispetto a quanto prefissato e ci sono stati non pochi acciacchi di percorso (tra cui tre settimane a Settembre con tosse e febbricola... ecco perchè non sono riuscita a pubblicare in tempo i risultati finali della Pureté Box di World Of Beauty che tanto aspettavate!) ...ma, come dico sempre, anche se la vita mi porta limoni io vedo di ricavarci non solo la limonata, ma anche di fare la glassa ai miei biscotti e quindi questo vuol dire che l'articolo vi riserverà ben due recensioni con risultato finale!
Non ve lo aspettavate, vero....?!?
Ebbene si, ho approfittato della mia salute altalenante e del tempo che la ripresa mi ha concesso in più per chiedere un test di confronto con il supporto di mia zia, anche lei pelle mista/grassa/matura, una età che si avvicina alla 50na ma che (bendetto gene di famiglia!) non manifesta quasi per niente la sua vera età ( e no, non sono di parte...!!!); in questo modo, potremo vedere insieme gli effetti della crema+maschera su due tipologie di pelli differenti (secca/sensibile che diventa mista in estate e mista che diventa grassa in estate) e con due fasce di età differenti (30/50).
Non ho potuto testare con lei il detergente in quanto mia zia ne utilizza uno specifico, ma presto vedrete che questo piccolo dettaglio non ha minimamente influito sul risultato finale ma anzi, ci permetterà di osservare meglio come questa box possa veramente compiere il miracolo della eterna giovinezza.
Prima di farvi vedere i risultati e di elencarvi nello specifico come mi sono trovata con i singoli prodotti della box, voglio farvi vedere i risultati visibili sui fogli assorbenti per il viso, scattati prima del trattamento (primi di Agosto circa) ed a fine trattamento (metà Settembre inoltrato):


Questa tipologia di foglio assorbente per il viso l'ho scelto per il test finale perchè, quando assorbe il sebo in eccesso, si colora di venature verdi. Sopra potete notare come le venature siano più evidenti ripetto alla foto di sotto, cosi da farvi una idea del livello di produzione di sebo presente solo su fronte e guance ( se volete vedere anche la foto con il mio viso di partenza, potete cliccare qui ).
Ricordiamo cosa era compresa nella Box per il trattamento Pureté:
  • DERMOLIQUIDO CLEANSING GEL 200ML
  • PURETE' ACID CREAM 50ML
  • PURETE' MASK 50ML
-DERMOLIQUIDO CLEANSING GEL: A questo detergente va il mio ringraziamento più grande ed assoluto; Il prodotto della box che sono (e sto ancora) riuscita a sfruttare più tra tutti. Ne basta una quantità minima da saponificare sotto l'acqua per ottenere una pulizia profonda e completa.
Questa estate il caldo innaturale ed eccessivo al sud non mi ha scoraggiata al punto da non riuscire a truccarmi (basta dare uno sguardo al mio Ig personale per farsi una idea dei "pastrocchi" che mi disegnavo in faccia...!!!) e per ogni look, mi sono sempre detersa con l'aiuto del Dermoliquido della box. E' così delicato che detergevo il viso anche mattino e sera (anche se ero struccata!) per mantenere una pelle sana. Vi ricordate come avevo la pelle del viso (soprattutto della fronte) l'estate scorsa, prima e dopo l'utilizzo del Couper Cleansing Milk di World Of Beauty...?!? Per fortuna questa estate ho potuto veramente risparmiarmi quella pelle imbarazzante...!!!
Lucidità contenuta alla stragrande e senza conseguenze spiacevoli, niente secchezza eccessiva, controllo del sebo perfetto, idratazione bilanciata, brufoli addio, macchie sparite, colorito sano nonostante sia stata anche malata ed il bello è che nonostante l'utilizzo frequente e continuo ho ancora 100ml di prodotto ancora disponibili!
Promosso a pieni voti. Nonostante la recensione, continuerò ad usare il detergente fino al suo termine, di questo passo probabilmente fino a Novembre inoltrato.
Siccome per i due prodotti successivi avremo anche la possibilità di verificare una seconda recensione, vi mostro il risultato finale della mia pelle a fine trattamento al sole ed in ombra:


Si, lo so... fondamentalmente sono rimasta una mozzarellina.
Vi sento che mi dite "Chiara, ma il sole ti spaventa per caso...?!?" però vi posso garantire che al sole ci sono stata... solo che non mi coloro più di tanto 😅
Non sembra neanche io sia stata reduce da tre settimane di malattia ( unico segno qualche piccolissima imperfezione tra le sopracciglia visibile in controluce) e devo questo miracolo al detergente di World Of Beauty.
-PURETE' ACID CREAM: Ho deciso di dividere la crema insieme a mia zia per testare la compatibilità con due tipologie di pelle differente e due fasce di età differente.
Questa crema ha un odore buonissimo e si assorbe in fretta MA, ebbene si, c'è un MA: sulla mia pelle non riusciva ad assorbirsi completamente (avevo già premesso che l'estate per me è una vera crisi per la skincare, perchè la mia pelle non assorbe praticamente nulla ma allo stesso tempo non si sa che cosa chieda per non rischiare di arrivare distrutta a fine stagione), soprattutto nelle giornate più calde arrivavo a trasudare letteralmente gli attivi dai pori (sembrava avessi corso una maratona da ferma...la pelle me la ritrovavo a goccioloni) con il rischio di non riuscire a dare una valutazione esatta della sua efficacia. Causa questa problematica generata dal caldo (certe settimane arrivavamo a sfiorare anche i 37/40 gradi all'ombra) ed ai capricci della mia pelle non sono stata costante e non per mia volontà, anche se gli effetti si sono comunque manifestati con controllo del sebo nella zona T più soggetta ad untuosità, texture più fine (grana delle guance migliorata) e schiarimento delle macchie da brufolo.
Su mia zia gli effetti sono stati di gran lunga più soddisfacenti anche perchè la sua pelle non si può definire certamente capricciosa come la mia, perciò ha manifestato tutto ciò che gli attivi contenuti in questo elisir di giovinezza garantivano di donare: pelle più sana, colorito più uniforme, texture decisamente migliorata, pori dilatati un vecchio ricordo, attenuazione delle macchie e pelle più tonica e distesa ( su di lei soprattutto si nota un miglioramento delle linee di espressione decisamente più evidente essendo una pelle matura).
Però, per vedere il suo risultato finale ( lo so che state aspettando quello...!!!), devo prima parlarvi della
-PURETE' MASK: L'ho testata un paio di volte sul mio viso ma,ahimè,il mio essere reattiva mi ha giocato un brutto scherzo: dopo meno di 5 minuti di posa, avvertivo un forte bruciore, poi manifestatosi in rossore  per tutta la zona di posa. Pensando che potesse essere effetto più del caldo che di qualche mia sensibilità a qualche ingrediente presente in INCI, ho provato anche ad utilizzarla in periodi della giornata diverse e con presenza di temperatura differente, ma il risultato non è variato...pelle arrossata e bruciore. Ho dovuto quindi ammettere con dispiacere di avere manifestato qualche reazione a qualche ingrediente, perciò anche e soprattutto questo mi ha spinto a chiedere un confronto con mia zia, che a differenza mia non ha riscontrato nessun problema nel mantenere la maschera in posa.
Le sue parole sono state letteralmente : "Questa box ha del miracoloso!Non ho mai avuto un riscontro così immediato in così poco tempo, quasi non volevo crederci!"
Con questa premessa, ecco a voi (finalmente) i risultati su pelle mista/grassa/matura in meno di un mese:


-La foto di sinistra è un primo piano in controluce della sua situazione di partenza: si può notare una grana inspessita, pori dilatati, lucidità, piccoli segni di espressione nella zona zigomo e contorno labbra. Giorno dello scatto,4 Settembre.
-Le due foto a destra sono due foto che, dalla contentezza e dallo stupore per i risultati ottenuti, mi ha inviato sul telefonino giorno 24 Settembre.
Premesso che anche lei in questa ultima settimana è caduta vittima della stessa influenza di fine stagione che ho contratto io (infatti le foto del dopo sono state scattate durante la sua fase di malattia), i risultati sono stati sorprendenti. Per dirla come lei :"le foto parlano da sole".
Pelle più distesa e levigata, imperfezioni sparite, rughette di espressione meno evidenti, impurità sotto controllo, grana affinata, pori ristretti, sebo diminuito e lucidità quasi scomparsa.
La crema è diventato uno dei suoi must, la usa sia mattina che sera ed anche come base per il trucco. Su di lei nessuna sudorazione di rebound come l'ho manifestata io, neanche con le temperature più alte, la pelle assorbiva fino all'ultima goccia di attivo ed in pochi secondi.
World Of Beauty ha guadagnato un'altra fan!

Spero che questa doppia recensione vi sia stata di aiuto, qualora vogliate avere anche voi la vostra Pureté Box personale per ritornare giovani di almeno 10 anni di meno, basta chiedere a me sotto la recensione oppure mandare una mail al customer care di World Of Beauty per conoscere il rivenditore fisico di zona più vicino a voi.
Cosa aspettate...?!?

Alla prossima recensione!

giovedì 5 settembre 2019

Tour della Scozia prenotato su Logitravel



Sono da poco tornata dalla Scozia e avrei voglia di raccontarvi tante cose ma, onde evitare di rendere la cosa troppo pesante parlando del viaggio in un'unica recensione, farò delle recensioni (quando ho tempo e testa) separate per ogni cosa che mi va di recensire. Prima di raccontarvi del mio viaggio, vorrei raccontarvi cosa è successo nei giorni di organizzazione antecedenti allo stesso. Mentre organizzavo il tutto, hanno deciso di aggiungersi al tour una coppia di amici con due figli, quindi ho fatto un giro di richieste tra le agenzie della mia città, per poi procedere ad una ricerca online. Ho chiesto i vari preventivi dei Tour con Guida, ma ho dovuto rivedere successivamente tutto perché i figli di questi amici hanno deciso di restare in Italia. Quindi ho fatto nuovamente il giro di chiamate e agenzie per calcolare i vari preventivi. Ne ho scartati solamente due: uno per il prezzo eccessivo rispetto ai servizi offerti e l'altro perché la ragazza che gestiva la mia pratica al telefono mi è parsa alquanto superficiale e spocchiosa. Tra i tanti preventivi alla fine la scelta finale è caduta su quello che a parità di tour/servizi mi convinceva di più; Questo preventivo era quello proposto da LOGITRAVEL. Visto che ho trovato online un sacco di recensioni negative su questa agenzia è giusto che io vi racconti la mia e vi dia le mie opinioni finali, per esperienza fatta e vissuta.
  • Il 28 luglio chiamo Logitravel e mi risponde un tal Marino Matarazzo che gentilmente attraverso delle domande precise è riuscito a fare un preventivo su misura in base alle nostre esigenze.
  • Il 2 agosto paghiamo l'anticipo per confermare il tour sapendo di dover saldare entro 48 ore la cifra restante.
  • Il 3 agosto Marino mi avvisa di un problema con uno dei due bonifici per il pagamento del tour.
  • Il 4 agosto mi conferma che è tutto ok e procediamo con il pagamento della parte restante.
  • Una settimana dopo chiamo Marino per chiedergli se è tutto ok e ahimè un errore con quel famoso bonifico rischiava di farci perdere il tour. Marino con tanta pazienza ci risolve il problema.
Qualche giorno prima della partenza, ero in spiaggia e mi arriva un messaggio che mi avvisa di articoli su google in prima pagina che parlavano di truffe online fatte da Logitravel ed io con il terrore negli occhi ho cercato disperatamente Marino per chiedergli spiegazioni. Quel povero Marino come una spugna ha assorbito tutte le mie paranoie e con tutta la calma di questo mondo è riuscito a tranquillizzarmi. Alla fine i documenti arrivano e il 24 agosto partiamo per la Scozia.
Il tour è stato esattamente come previsto dal preventivo, anche se avrei da ridire sulla scelta di alcuni hotel. Rivedrei alcuni punti del tour ma, sinceramente, sono piccolezze se le confrontiamo con la paura di aver perso i soldi del tour in vista di una truffa come scrivevano i titoloni di google (Sinceramente non so cosa sia successo a quei malcapitati e mi dispiace per loro). Io con Logitravel mi sono trovata benissimo, ho pagato meno di tutti gli altri, il tour della Scozia è andato tutto alla perfezione e senza intoppi di alcun genere. Ogni tanto penso a quel povero Marino che merita il premio nobel per la pace solo per aver sopportato le mie paranoie più assurde.


                                   

Logitravel è nel complesso un ottimo sito per viaggiare tranquilli anche se, volendo essere precisi, ci sono tre cose che non mi piacciono e che secondo me andrebbero rivisitate:
  1. La politica di annullamento viaggio (non è molto chiara la penale da pagare)
  2. La politica del pagamento del viaggio (tra anticipo e saldo finale passano poche ore).
  3. La poca comunicazione tra logitravel e l'utente finale (non parlo del call center ma di chi è incaricato di fornire la documentazione finale per il viaggio)
Penso di affidarmi nuovamente a Logitravel per i miei viaggi futuri.

domenica 1 settembre 2019

Dal sogno alla realtà. Intervista a Sabrina



Catanzaro, capoluogo della Calabria, vanta tantissimi negozi sparsi tra il centro storico e la zona sud, ma quasi nessuno di questi può definirsi realmente negozio di Biocosmesi. In centro storico, unico nel suo genere, “rinasce” sotto una veste nuova Artsan, uno tra i negozi storici di Catanzaro più conosciuti. Tramandato di padre in figlia, ora a ridare luce e consapevolezza ai cittadini c’è Sabrina, giovane imprenditrice classe 1982 e appassionata del mondo Bio. Il suo negozio rispecchia quello che è anche lei, una ragazza che crede nei suoi sogni e che ama con tutta sé stessa la natura e la voglia di diffondere nella comunità un pensiero più consapevole e rispettoso. Ho voluto intervistarla, come blogger, come cliente e come amica, per dare il giusto valore a lei ed al suo coraggio di far nascere un negozio che rispecchia una realtà diversa da quella abitualmente trattata dai commercianti locali.
-Ciao Sabrina, sono qua perché voglio farti un paio di domande, sono tanto curiosa di conoscere qualcosa di più su di te e capire cosa si cela dietro la tua scelta aziendale. Mi concedi una breve intervista?
<<Certo Chiara, chiedimi tutto quello che vuoi.>>
-Cominciamo dalla domanda secondo me più importante: da dove nasce la tua passione per il Bio?
<<Tratto il Bio da circa cinque anni, ho introdotto i primi prodotti in negozio esattamente da Ottobre 2014. Avendo la pelle molto delicata, sempre nello stesso periodo, ho cominciato a fare uso personale di prodotti naturali, riscontrando enormi benefici. Cinque anni fa ancora non era ancora in voga l’utilizzo di Instagram come canale di diffusione delle novità sulla biocosmesi o sulla cosmesi in generale, quindi mi sono affidata ad internet e ad un elenco di aziende che mi incuriosivano e che ho cominciato a testare sulla mia pelle. Contemporaneamente, avevo rilevato l’attività di mio padre, andato ormai in pensione, così ho deciso di approfittarne e condividere la mia esperienza all’interno del negozio. Nel 2005 mi sono laureata in economia e piuttosto che portare le mie competenze fuori, ho deciso di investire nella mia città, all’interno di una realtà e di una mentalità comune ancora da sradicare delle vecchie convinzioni, da “risvegliare” dal torpore.>>



-Hai una politica personale per quanto riguarda la scelta delle referenze che tratti nel tuo negozio?
<<Di solito mi piace testare i prodotti nel mio privato prima di proporlo alle clienti; parlo con l’azienda, mi faccio inviare qualche referenza prova e, se mi convince, decido di rivenderlo. Ho fatto così con tutti i marchi che tratto.>>
-Facendo un confronto tra la tipologia di prodotti che ora tratti e quelli che trattava tuo padre notiamo una enorme differenza. Tuo padre è stato anche uno dei primi rivenditori di prodotti di bellezza a Catanzaro, ma all’epoca non vi era la cultura del Bio e tanta consapevolezza/conoscenza degli ingredienti nocivi all’interno di uno specifico prodotto. Ricordo che vendeva principalmente tinte chimiche e prodotti per estetisti.
<<Papà ha iniziato ben 40 anni fa in un tempo ed in un contesto completamente diverso da quello odierno. Se ci pensiamo, a quei tempi non vi era molta consapevolezza sia tra i rivenditori che tra la clientela. Ho cercato anche di introdurre una alternativa alle tinte chimiche per capelli, rivendendo erbe tintorie naturali  che io stessa utilizzo nel privato ed organizzando qualche evento dimostrativo in negozio. Prima la gente non sapeva neanche la differenza tra certificazioni, scelta degli ingredienti, perché evitare petrolati o siliconi più possibile, non avevano proprio la conoscenza di base su nulla. Spesso preferivano a prescindere il prodotto classico perché più economico, un poco spaventati dalla enorme differenza di prezzo con i prodotti naturali. Esiste tanta confusione anche perché in Italia non esiste una legge che vieti di utilizzare la parola “bio” anche su prodotti o all’interno dei nomi dei marchi che di Bio non hanno nulla. Ho ancora in negozio qualcosa dei vecchi marchi che trattava mio padre, ma fortunatamente ora occupano un piccolo spazio all’interno del negozio. Sto cercando sempre di più di promuovere una scelta più consapevole, e sono contenta di vedere che rispetto agli anni passati la clientela risponde bene a questo stimolo, sperando non sia solo una questione di moda.>>
-Hai un progetto nel cassetto?
<<Si, volermi espandere sempre di più. Se ricordi bene, il primo negozio, quello di mio padre, si trovava in una zona molto “di periferia” e non era un locale molto grande, che permetteva di introdurre tante referenze. Ora che mi sono spostata in un locale più spazioso, ho modo di dare più alternative alla mia clientela. Il mio sogno più grande sarebbe poter aprire un enorme locale del Bio, una specie di enorme supermercato, dove puoi trovare qualsiasi tipo di referenza, dall’azienda più famosa alla piccola azienduccia appena nata e poco conosciuta, per poter promuovere sempre più una realtà più green. E’ un sogno che non so se riuscirò mai a realizzare, anche perché tutto dipende in buona parte dall’interesse del catanzaresi verso il mondo del Bio e si sa, la maggioranza è composta da gente che non accetta da subito le grandi novità, quindi bisogna aspettare.>>

 

-Quali sono le difficoltà che ogni giorno riscontri come negoziante e come hai deciso di arginarle?
<< Le difficoltà che riscontro ogni giorno sono tantissime. Prima di tutto quando devo approcciarmi con le varie aziende, perché tempo fa esisteva la figura dell’agente, ora invece tutto viene svolto con il contatto diretto con l’azienda ma alle volte è difficile; ci sono aziende che non comunicano affatto, non ti seguono, non stipulano un vero e proprio “rapporto” se non la comunicazione diretta al solo fine della rivendita. Ho deciso di rivendere e “mandare avanti” solo quei marchi che mettono anche “sentimento” dietro tutto il loro lavoro, guardo tutta una serie di fattori: ingredienti, scelta etica, eventuali certificazioni, come si approcciano con il rivenditore, la tipologia di assistenza e comunicazione, condizioni contrattuali che tendono a tutelare anche il negoziante.
Secondariamente, sto notando che molti brand stanno penalizzando il negozio fisico per promuovere blogger e negozi online: molte volte una blogger conosce le novità prima che lo sappia il commerciante e, se ha molta influenza, nel momento in cui va a promuove il prodotto e lo recensisce come valido, riesce a spostare una buona fetta di utile all’azienda più di quanto non riusciamo a fare noi piccole realtà.
Alcuni marchi pur di farsi conoscere e rivendere, diventano un vero controsenso, si vendono al mercato adottando il detto “nel bene e nel male, purchè se ne parli”. Non condanno questa scelta, perché alcune volte la promozione viene accompagnata da alcuni messaggi forti ed attuali: non guardo allo scandalo o al pettegolezzo spicciolo, ma alla scelta dell’azienda di mantenere sempre alta la qualità nei loro prodotti e continuare verso un’etica biologica, ecosostenibile e certificata.>>
-Le persone che ti stanno vicino hanno da sempre avuto la tua stessa passione per la cosmesi naturale oppure hai dovuto fare tu un lavoro di “conversione”?
<<Mio padre all’inizio non credeva nel Bio e non credeva nella mia scelta. Esordiva sempre, con il tipico pensiero dei commercianti dei suoi tempi abituato ai prodotti economici, con “Una matita occhi 5 euro, uno shampoo 12 euro, non li venderemo mai…!!!”, però poi dopo un pò di tempo ha smesso di pensarla così ma anzi si era anche a modo suo adattato e convertito a questa nuova “tendenza”, perché se la cliente la assisti e le spieghi anche la differenza, si instaura un rapporto di fiducia prima verso di te e successivamente verso quello che rivendi e la aiuti cosi' anche a stare meglio. E’ bello fare vendita consulenziale, con la scusa instaurare nuove amicizie.
Papà si era convertito anche perché lui stesso molte volte provava i cosmetici naturali e riscontrava dei benefici; per dirla come lui “Lo sai che quel nuovo bagnoschiuma tuo mi ha lasciato la pelle davvero morbida, come un velluto…?!?”. La scelta di voler utilizzare prodotti Bio non è solo voler seguire la moda, ma è una scelta di consapevolezza. Per fare un altro esempio, anche mia sorella non aveva adottato questo pensiero consapevole, per convertirla ho impiegato anni, anche perché dovevo cercare di fare breccia in una mente abbastanza piena di pregiudizio. Le ho fatto provare la differenza tra l’utilizzare una crema siliconica o una a base di ingredienti naturali. Ora lei, come me, non riesce a tornare indietro. Ha capito che spendi tanto all’inizio ma è solo apparenza perché l’impatto ambientale con un prodotto Bio è minore anche perché il vantaggio di scegliere Bio copre molti aspetti: hai meno irritazioni, capelli più sani, pelle più luminosa e meno rischio di allergie, contribuisci ad inquinare di meno e sai che spesso e volentieri gli ingredienti utilizzati hanno una certificazione e sono controllati, oltre a non essere testati sugli animali. Ho convertito anche mio marito al Bio ed il pensiero ecosostenibile è talmente radicato in me da adottare questa consapevolezza e questa attenzione in qualsiasi aspetto della mia vita.>>
-Qual è la frase che ripeti sempre ogni giorno e l’idea che ti fa sempre riscegliere il mondo del Bio?
<<Un poco sono stata anche influenzata dal mio passato da scout. Ho sempre avuto questo amore per la natura e questo rispetto per il mondo che mi circonda, quindi sono dell’idea che se rispetti la natura, indirettamente rispettando lei rispetti anche te stesso. Mi dico sempre “lascia il mondo sempre meglio di come l’hai trovato”, un poco come nel suo piccolo cercava sempre di insegnare B. Powell nei suoi libri diretti ai giovani esploratori. Qualsiasi cosa io faccia, penso sempre a questo, a rispettare quello che mi circonda e, se posso, rendere il posto migliore di come l’ho trovato. La mia scelta del Bio è coerente con quello che sono e quello in cui credo fino alla fine.>>
Ciò che apprezzo di Sabrina, tra una chiacchiera e l’altra, è che il tempo vola senza che tu possa rendertene conto. Ogni volta che ho bisogno di qualcosa, mi rivolgo a lei. Nel mio piccolo cerco sempre di supportarla, anche aderendo alle sue iniziative in negozio, progetto che lei ha iniziato da poco per cercare di coccolare la clientela e farla sentire a casa. Con la sua competenza e passione, penso che Sabrina sarà capace di cambiare tante cose nella nostra città e forse anche a rendere più consapevole Catanzaro stessa.