martedì 7 luglio 2015

Non ti meriti niente. La nuova opera dello scrittore Mithraglia


Non capita spesso di trovare il tempo di leggere un libro per intero, in una sola giornata ma quando mi capita, mi ritrovo sempre a rimproverarmi di averlo fatto. Non mi capita neanche di avere voglia di leggere un libro di poesie. Ho sempre pensato, sbagliando lo ammetto, che le poesie sono cose da adolescenti alle prese con i problemi da ragazzini ed i primi amori. Eppure ho accettato la sfida di leggere un libro di poesie, per poi ritrovarmi nuovamente a rimproverarmi per averlo letto senza nemmeno staccare per andare a pranzo. Mi piaceva il titolo di questo libro "Non ti meriti niente". Quel giorno, quando ho deciso di leggere questo libro, avevo ripetuto a me stessa più volte "non ti meriti niente". Una raccolta di poesie spontanee, che raccontano così a "crudo" , esperienze vissute dallo scrittore. Una sorta di diario. Ammetto, anche se avevo promesso di non dirlo in questo post, che ho trovato anche qualcosa di mio in queste parole, ma per favore fate finta di non aver letto questa mia ultima frase. Parole semplici, dirette, rigide ed a tratti brusche ed irrequiete. Tra le pagine ho immaginato lo scrittore, seduto al centro di una stanza spoglia, vuota, bianca a scrivere, come se volesse urlare qualcosa, ma con la stessa violenza di una foglia caduta in assenza di vento. Ho letto nelle sue parole, una voglia di spiegare al mondo che anche lui esiste e anche lui ha diritto di farsi notare. Una sorta di voglia di riscatto per i pensieri, i gesti, le avventure passate. Desiderio di rivalsa. Punto! Non ho in realtà molto da raccontare su questo libro, perché finirei per fare una descrizione dell'autore ben differente, da quello che forse è davvero l'autore. Non sono brava con la psicologia e sinceramente, non credo che ci sia molto da scavare e capire. Bisogna leggerlo, il resto vien da se.



Il Mithraglia, un poeta instabile, sofferente, contemporaneo e maledetto. Anche su di lui non ci sono molte cose da dire. I suoi scritti sono scorrevoli, semplici e a tratti immaturi. Un'immaturità non in senso negativo ma dovuta al fatto che non ha ancora sviluppato al meglio le proprie potenzialità, o forse le ha sviluppate ma le ha sapute nascondere bene. La sua raccolta di poesie lascia un po' l'amaro in bocca ma allo stesso tempo, la voglia di leggere ancora qualcosa su di lui. Lascia il desiderio di sapere cosa scriverà domani. Non lascia indifferenti. Ho deciso così di contattarlo e di chiedergli qualcosa. Risposte crude a domande forse un po' troppo banali, ma ero davvero curiosa di sapere, per questo ho deciso di fare quelle domande. 


1- Ricordi la tua prima poesia? quando l'hai scritta? Di cosa parlava? 

Sinceramente la prima in assoluto non la ricordo. Mi sono avvicinato alla poesia intorno ai sedici anni più o meno. Mi sembra che la prima cosa che scrissi fu di un atteggiamento di bullismo nei miei confronti. Ero alla prima sbronza, di Campari Gin, se non ricordo male. Un gruppo di bulletti di quartiere mi prese su una macchina e mi portò su una strada sterrata di campagna e mi lasciò li da solo al buio nel pieno della notte. Parlava di questo. Poi ne scrissi un’altra quando ripresi uno di quei bulletti, in età più adulta, e gli spaccai tutti i denti davanti con un bastone di ferro. 

2- Cosa rappresenta per te la poesia? 

Fondamentalmente è il mezzo con cui racconto il mio vivere quotidiano. Diciamo che è un’amica fedele che non voglio portarmi a letto e che non mi tradisce mai. 

3-Sicuramente ogni parola scritta sul tuo libro è importante e sono legati a qualche ricordo. Ma c'è la tua preferita in assoluto? Qual è? 

Si. “10 minuti in macchina” è la mia preferita, è quella in cui sono riuscito a descrivere al meglio una situazione che ho vissuto. Una situazione noiosa, diciamo di routine, che trascritta in poesia, almeno per me, è diventata sublime. 

4- La stampa ti ha definito un poeta maledetto. Te lo aspettavi? La condividi come definizione? 

Si e no. Forse l’avrei apprezzata di più qualche tempo fa, in cui essere maledetti faceva “figo”. Ora è un po’ da sfigati. Ci sono molti giovani rampanti ingozzati di tatuaggi e magliette colorate, dai pensieri piatti e vacuità abissali. Ma un po’ forse lo sono anche io. Poi ognuno può definirmi come vuole, non mi offendo e un po’ stronzetto lo sono. 

5- Quali sono i tuoi poeti/scrittori con i quali sei cresciuto e/o ti ispiri?

 Burroughs, Woody Allen, Nietzsche, Cristian de Sica. 

6-Chiudi per un secondo gli occhi, ed immagina te stesso fra 20 anni. Cosa vedi? 

Non posso chiudere gli occhi ora altrimenti vomito (ho sbevazzato qualcosa prima).


Disponibile in ebook e cartaceo


6 commenti:

  1. devo dire che leggo poca poesia e questo autore mi è del tutto sconosciuto, però la sua descrizione in base alle risposte così ironica mi invoglia a scoprirlo

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  2. Dalle risposte che ha dato nell'intervista non è proprio questo bell'esempio. Però sono curiosa di leggere le poesie del mithraglia

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  3. nemmeno io sono una grande amante delle poesie ma da come ne parli "tu non ti meriti niente" di Mithraglia mi incuriosisce moltissimo.. E se poi, ha fatto cambiare idea anche a te, vuol dire che deve essere sicuramente ben scritto

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  4. Di solito non leggo poesie, non è il mio genere letterario ma il tuo articolo mi ha fatto davvero incuriosire e non conoscendo l'autore ci vorrei dare comunque un 'occhiata! Grazie

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  5. non conoscevo questo autore e sinceramente ero alla ricerca di un libro interessante da portare al mare in vacanza,ed anche se si tratta di poesie mi piacerebbe portarlo sotto l'ombrellone!

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  6. A dir la verità è la prima volta che sento parlare di Mithraglia e della sua attività di scrittore. La tua breve intervista mi è servita per conoscerlo un po'. Sono certa che la sua nuova raccolta di poesie sia davvero interessante.

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